E il libro a settimana?

Avevo scritto 1 libro a settimana che avrei letto un libro a settimana e che ogni martedì ne avrei scritto.

Embè? Dove sono finiti questi libri?

I libri li ho letti, ma sono talmente impegnato a leggere che non riesci a scriverne, perché per tenere il ritmo bisogna posare l’iPhone, guardare meno televisione, accendere meno il Mac.

Ma allora?

Allora ho letto di giocatori di scacchi e di un grande albergo, di Heidegger e di una bambina rimasta senza genitori (questo lo sto finendo)… Il prossimo lo prendo fino così vi scrivo.

Buonanotte!

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Come far leggere un bambino

Far leggereIo sono un libraio; sto dentro una libreria e la parte più bella del mio lavoro accade quando entra una persona e chiede: “Mi consiglia un libro?”. Ma questo è un altro post.

C’è un’altra domanda che mi fanno spesso: “Mi dà un libro per mio figlio?”. Aggiungendo subito dopo: “Non legge nulla!”

Se la risposta alla domanda “Mi consiglia un libro” ha una soluzione, un certo percorso; suggerire un libro per iniziare a leggere è “una cosa difficilissima” e se per caso succede è un vero colpo di fortuna. Perché?

Perché il saper leggere è implicito e necessario in questa società, la passione e la lettura sono un processo diverso. Quando un genitore mi chiede un libro per “far leggere” il figlio mi sta chiedendo: “Mi consiglia un libro così travolgente, appassionante che faccia venir voglia di leggere ancora? Mi consiglia un libro che quando l’ha finito pensa che leggere sia una delle attività più belle della vita, si sente cambiato e io non devo più a dirgli continuamente leggi, leggi, leggi che ti fa bene?”

Vorrei che per una volta il ragazzino in questione chiedesse al genitore: “Perché fa bene?”

Molti degli adulti non saprebbero cosa rispondere; molti degli adulti che chiedono che i figli leggano non leggono o lo fanno solo occasionalmente.

Volete che i figli leggano?

Avete libri a casa?

Cominciamo ad avere libri a casa. Un genitore, un adulto (magari la libreria del nonno) apre scenari, indica percorsi. Avere una libreria che si può toccare, maneggiare e qualche volta anche rovinare è uno scenario aperto. Il bambino prende confidenza rispetto al mondo che gli adulti gli propongono. Senza tante parole.

Leggete?

Voi leggete? Leggete solo in vacanza? L’importante è che veda l’atto del leggere, anche se non è sufficiente. Perché un bambino di 10 anni vede l’atto del leggere ma non ne intuisce il significato. Perché è utile leggere? Io per primo, mi accorgo che racconto molto poco di quello che leggo, e di conseguenza non insegno a mia figlia a raccontarsi.

Nascono quei dialoghi che fanno più o meno così:

“Come è andata a scuola?”
“Bene”
“Cosa avete fatto?”
“Niente”

Corsi e ricorsi storici!

Qual è stato il vostro libro, quello che vi ha aperto alla passione della lettura?

Se provate a rispondere a questa domanda vi accorgerete che il momento e l’oggetto per appassionarsi alla lettura sono un’alchimia difficilmente programmabile. Le indicazioni precedenti sono solo elementi necessari ma non sufficienti per preparare il terreno ma non perché scocchi la scintilla.

Io ho cominciato a Leggere tardi, verso i dodici anni. Era estate e litigavo spesso con i miei per i soliti futili motivi, pensavo io. Volevo andarmene, crescere, essere riconosciuto come individuo con cui si può dialogare e non solo imporre divieti e prescrizioni. Mi è capitato in mano “Il barone rampante”. Era il libro giusto per me in quel momento; era la chiave per accedere alla Lettura, ma anche per quietare l’animo che ribolliva.

Ecco appassionarsi alla lettura è l’accensione di questa scintilla e non dipende dal libro bello o brutto, piccolo o grande, ma solo se quel libro in quel momento racconta qualcosa di significativo.

Allora il compito non è scegliere il libro, ma il “significativo”, qualcosa che abbia senso.

 

#1 Lizzie, Adelphi

Elizabeth, la protagonista del romanzo di Shirley Jackson, è una ragazza di ventitré anni senza grilli per la testa. Vive nella provincia americana nel solito conformismo di paese. Ha un lavoro presso il museo della città e ogni sera torna a casa dalla zia che le ha fatto da madre quando sua madre morì. Il primo capitolo è “semplicemente” la descrizione dell’ambiente, delle abitudini della loro vita insieme. Ad un tratto però la zia, con i suoi modi rudi che impareremo a conoscere, le chiede:

”Dove vai di notte? Cosa mi nascondi?”.

Elizabeth cade dalle nuvole, non sa di cosa stia parlando. L’unica cosa di cui  è certa sono le sue emicranie, il suo forte mal di schiena, ma davvero non sa nulla di queste uscite notturne. E invece qualcuno esce davvero la notte. La zia su suggerimento di un medico decide di portare la nipote dal geniale dottor Wright.

Durante le sedute il medico scoprirà di avere di fronte a sé non solo Elizabeth ma anche Lizzie e Beth. Tre personalità che si alternano in dialoghi costruiti in modo magistrale. Il problema sta nel fatto che Beth conosce i pensieri di Elizabeth e vorrebbe aiutare il dottor Wright; ma la perfida Lizzie che conosce i pensieri delle altre due è malvagia e punta ad avere il controllo totale. Ad un certo punto succederà davvero ma…

Un romanzo del 1958 costruito magistralmente. Non è un romanzo dell’orrore, ma un “terribile inabissamento nella battaglia amorale tra l’Io e la Realtà”. Un’autrice amata da Stephen King che non vi deluderà!

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