#1 Lizzie, Adelphi

Elizabeth, la protagonista del romanzo di Shirley Jackson, è una ragazza di ventitré anni senza grilli per la testa. Vive nella provincia americana nel solito conformismo di paese. Ha un lavoro presso il museo della città e ogni sera torna a casa dalla zia che le ha fatto da madre quando sua madre morì. Il primo capitolo è “semplicemente” la descrizione dell’ambiente, delle abitudini della loro vita insieme. Ad un tratto però la zia, con i suoi modi rudi che impareremo a conoscere, le chiede:

”Dove vai di notte? Cosa mi nascondi?”.

Elizabeth cade dalle nuvole, non sa di cosa stia parlando. L’unica cosa di cui  è certa sono le sue emicranie, il suo forte mal di schiena, ma davvero non sa nulla di queste uscite notturne. E invece qualcuno esce davvero la notte. La zia su suggerimento di un medico decide di portare la nipote dal geniale dottor Wright.

Durante le sedute il medico scoprirà di avere di fronte a sé non solo Elizabeth ma anche Lizzie e Beth. Tre personalità che si alternano in dialoghi costruiti in modo magistrale. Il problema sta nel fatto che Beth conosce i pensieri di Elizabeth e vorrebbe aiutare il dottor Wright; ma la perfida Lizzie che conosce i pensieri delle altre due è malvagia e punta ad avere il controllo totale. Ad un certo punto succederà davvero ma…

Un romanzo del 1958 costruito magistralmente. Non è un romanzo dell’orrore, ma un “terribile inabissamento nella battaglia amorale tra l’Io e la Realtà”. Un’autrice amata da Stephen King che non vi deluderà!

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Niente… Rete vs impegni

Niente! Da ieri la Rete è caduta, forse infortunata grave… I medici parlano di tombini e cavi caduti… Ma io dovevo scrivere il post e c’ho provato, anche un vecchio modem 54k ho riesumato.

Ma non potevi scriverlo con il telefono? Seeee dopo 5 minuti, ma che dico secondi mi prudono le mani…

Mi dispiace. A domani!

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Leggere un (1) libro a settimana

leggereUn po’ di tempo fa mi sono imbattuto in questo bell’articolo: Come leggere un libro a settimana.

E ho deciso di provarci. Perché? Per dare dei limiti alla mia lettura vorace, onnivora e ingorda; per imparare a concentrarmi dandomi un obbiettivo (piacevole); per smetterla di galleggiare come avevo scritto qui.

Perché oggi tutti “surfiamo”, ma qualche volta è salutare prendere fiato e andare giù, in fondo; stare su una cosa e guardarla, annusarla e farsela propria come non facciamo da tempo.

Tutto scorre così velocemente…e non capiamo niente, non rimane niente.

Certo tutto passa come dice quella famosa frase di quel famoso filosofo che tutti conoscono, ma un tavolo che comincia ad avere gli angoli consumati dal tempo, una matita diventata talmente piccola da non riuscire più a tenerla in mano, una vecchia maglietta con i segni della Vita sono oggetti carichi di senso. Quando un filosofo parla di senso lo intende in modo ampio, l’orizzonte dentro cui viviamo carico e portatore di tutto.

Oggetti che portano con sé tutto (identità, emozioni, racconti). 

E quindi cominciamo. Ogni martedì vi racconterò cosa ho letto. Non sono recensioni, non ne sono capace, bensì dirvi che ho incontrato una storia che mi ha fatto arrabbiare, ridere o pensare.

Buona giornata, a tutti.

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