Celebrare il lutto

Lentamente sto elaborando un lutto. Quasi ogni sera passo nella libreria di cui ero il direttore e gironzolo tra gli scaffali come faccio in tutte le librerie. Mi sono chiesto più volte se passo per “controllare” il lavoro degli altri; se fossi lì per criticare con quell’odio che hanno i bambini per il giocattolo rubato.

No.

Non sono invidioso, anche perché io, adesso, sono io con tutto me stesso e con tutto il male che questo può fare, ma una persona che mi conosce bene mi ha detto: “Cominci a pagarla adesso”

Si.

Cosa sto pagando? Aver avuto l’occasione che ho sempre sognato e averci messo molto più di quanto fosse dovuto, forse. Andare oltre il limite, non solo delle tue forze, ma soprattutto del tuo cuore. Entrare come fosse tuo, con la stessa responsabilità. E pensarci sempre. Non spegnere mai.

“Potresti appassionarti meno” mi hanno detto; come fosse una cosa che scegli appassionarsi meno. Io non riesco a non buttarmi con il mio stupido entusiasmo da bambino meravigliato.  Il mio stupido entusiasmo per la penna nuova, una persona o solo una bella foto.

No, non sono invidioso; mi piace essere tornato il cliente della libreria. Si, sto buttando fuori l’amarezza di qualcosa finito in malo modo; la serie di domande “ho fatto tutto bene” e i tutti i dubbi del sognatore.

L’unica certezza che ho è che la vita va avanti, i lutti ci sono e vanno celebrati. Continuerò a passare finché il dolore bruciante non svanirà e diventerà semplicemente una ferita che fa male solo con il cambio del tempo.

Buon lutto Matteo

Nudo

  Nudo, 

senza difese.

Disarmato

mani giunte.

Debole

per amore.

Essere amato

senza ricatto.

Un chiodo fisso!

chiodo fisso

Un chiodo fisso è qualcosa che ti entra nella testa e non se va facilmente.

Un chiodo fisso è più di una semplice idea bizzarra, ma qualcosa che tocca nel profondo.

Un chiodo fisso ha a che fare con un cambiamento in atto o qualcosa che forse hai nascosto.

Il cambiamento inizia molto prima che la nostra parte razionale ne sia consapevole, prima che il cambiamento diventi pensiero e poi linguaggio. Quando riusciamo a sentirlo e raccontarlo in un certo senso il cambiamento diventa “un chiodo fisso” come se il poterlo raccontare lo renda evidente e quindi fattibile. Dopo questa consapevolezza arriva l’azione. O almeno dovrebbe.

Oppure il chiodo fisso è qualcosa che abbiamo lasciato da parte o abbiamo dovuto nascondere. Ma non possiamo nasconderci da noi stessi perché siamo molto più che le nostre teorie sulla vita e sulla persona.

Non la ragione per cui vivere; non il significato  della vita in generale [..] …esiste un motivo per cui la mia persona, che è unica e irripetibile, è al mondo, e che esistono cose alle quali mi devo dedicare al di là del quotidiano [..], la sensazione che il mondo, in qualche modo, vuole che io esista [..]

Questa frase, di James Hillman, è tratta da un libro potente che si chiama “Il codice dell’anima”.

Dentro di noi c’è impresso un senso profondo della nostra vita al di là del quotidiano; la nostra strada per la realizzazione profonda di sé. I dettagli sono importanti e danno colore, ma sappiamo riconoscere il senso che ci è stato donato venendo al mondo?

Più siamo vicini al nostro senso profondo, senza allontanarsi, più saremo unici come dovremmo essere. Questa forse è la felicità.

Allora un chiodo fisso è un allarme di qualcosa dimenticato lungo la strada. Ascoltarlo può diventare rivoluzionario.

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