Calvino,

Riporto da un bell’articolo di Gian Luigi Beccaria uscito sulla Stampa in occasione della raccolta di interviste di Calvino pubblicate da Mondadori

Lo scrivere – confessa Calvino – è tentativo faticoso, una sorta di felicità e penitenza, un continuo escludere e un ridurre. Porta il narratore ad allontanare la vita e i suoi umori, al concentrarsi tutto sulla sola pagina, il foglio bianco su cui progettare e montare rigorosi castelli di carta («Invidio molto lo scrittore ininterrotto, che vive e scrive, per cui lo scrivere è una specie di prolungamento del vivere»). 

Gli piaceva l’impianto artigiano delle cose, il fare delle costruzioni che chiudessero bene, scrive Beccaria.

Ecco quando Calvino parla, sento che parliamo la stessa lingua; cioè io lo guardo lassù in cima ma lo capisco.

 

Libreria

Furti biciclette? Scarica l’app

Sul #Venerdi di oggi:



Una bella idea! Se cercate in rete qualcosa di simile c’era già ma di solito piazzano un gps sulla bici e devi trovartela da solo. In questo caso affronta il tema spinosa del codice identificativo senza mettere la “targa”. 

Buona idea ma mettermi a trafficare con colla e etichette mi fa desistere. Sono negate anche nel l’attaccare un chiodo. 

Carrère e Baricco: “L’avversario con cui lottiamo è…”

Su #LaRepubblica di oggi un bell’articolo di Vera Schiavazzi sul confronto tra i due autori. 

Vi lascio la suspense di scoprire chi è l’avversario, ma mi è piaciuta questa frase: “il nostro mestiere non è fatto per chi si fa troppi problemi. Siamo come piloti di Formula Uno o boxeur, siamo irresponsabili. Uno va, e a un certo punto finisce contro il muro, poi si rialza e riparte. Non ci sono alternative.”



%d blogger cliccano Mi Piace per questo: