Intervista a uno scrittore. Come leggo io.

Lei legge moltissimo, e soprattutto molti libri diversi, ma raramente lascia interviste, dichiarazioni sui colleghi…. come legge uno scrittore?

Quando un libro, anche se finito, mi rimane intorno ancora qualche giorno prima che vada al suo posto, perché c’è sempre un SUO posto nella libreria, significa che in testa mi è rimasto uno strascico, un’eco, un bisbiglio lontano che ancora non si placa.

Non sono un critico, ma un lettore che scrive e da lettore mi faccio suggestionare, trasportare, guidare dentro un mondo che non è qui, ma in un altro luogo. Da lettore vorrei rispondere a questi tre parametri di mio gusto: “suggestione”, “scrittura” e “cosa rimane”? Parametri che comprendono anche il mio essere scrittore.

La suggestione è per me quel processo per cui le parole, la storia, i personaggi aprono la mia immaginazione e mi fanno “vedere” altro. Quando tra le parole io percepisco altro, molto altro; quando questo altro estrae qualcosa dai miei sedimenti… e mi costringe a fare nuovi contatti … allora la suggestione funziona. Ed è quello che cerco in una storia raccontata. Non è detto che funzioni sempre; capita che le suggestioni non collimino con i miei sedimenti, ma la suggestione serve spesso per comprendere qualcosa che non mi è affine.

La scrittura, essendo io persona che scrive, la osservo come un artigiano guarda il lavoro di un altro artigiano e cerca di imparare, scoprire differenze interessanti, magari errori nella propria impostazione e di lavoro. Guardo la punteggiatura, gli aggettivi, dove è stata chiusa una frase e perché. È sempre interessante vedere qualcun’altro lavorare con gli strumenti che conosci anche tu, interpreti meglio certi movimenti, scopri i trucchi e magari smascheri anche qualche impostore.

Il “cosa rimane” è il gusto che resta dopo aver letto un libro. Io dimentico quasi sempre i finali, spesso anche la storia, ma guardando la libreria di casa riconosco sulle copertine nomi, titoli e il gusto di quella lettura. Mi rimane un sapore, amaro o dolce non importa basta che sia stato denso, necessario, forte e mi abbia insegnato qualcosa o regalato un pensiero nuovo. Per me.

ecco con questo leggo i libri, qualsiasi libro….

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