Ammiraglio del MareOceano 2. L’alchimia inaspettata

Una questione è leggere e documentarsi, un’altra è scrivere un testo da quello che hai letto. E mentre leggevo: libri sulla cartografia, mappe, biografie dovevo trovare le persone. Quelle giuste.

Conoscevo Luca, musicista geniale e ritardatario. È una persona un po’ difficile da inquadrare a un primo sguardo, ma capisci che c’ha la testa piena di musica. La produce in continuazione. Io, in quel periodo, cercavo uno spazio per fare uno spettacolo: “I sensi e la città”. Lui mi parlò di un posto a Dolo un po’ particolare dove stava facendo l’obiettore. Era un ex-macello che il comune aveva dato in gestione a un’associazione come spazio “culturale”. Un luogo molto suggestivo, con palco, tavolini, sedie e un piccolo bar. Lì ho conosciuto Aldo. Un uomo ragazzino sempre vestito di nero, occhi veloci e una grande capacità di usare le mani.

Feci lo spettacolo e diventai amico di Aldo. La mia testa, senza saperlo, stava già selezionando.

All’Università conobbi Elisabetta, Betty per tutti. Ci conoscevamo di vista, ma un giorno il destino volle che il posto in autobus vicino al suo fosse libero. Cominciammo a parlare e scoprii una persona con una grande passione: la danza. Ci lasciammo con io che le dico “Io e te faremo qualcosa assieme”; un po’ da bellimbusto, a ripensarci.

Passò un anno e Colombo cominciava a farsi sotto. Nel senso che avevo accumulato un discreto bagaglio di informazioni fino a quando, letto il libro di Granzottodecisi che era arrivato il momento. Presi in mano il telefono e li chiamai:

“Vieni a mangiare una pizza? Devo parlarti di un progetto… si ci sarà qualcun’altro. Siamo in quattro. Ok allora ci vediamo ….”.

La telefonata deve essere stata più o meno di questo genere…. Ci trovammo e dopo i soliti convenevoli cominciai a raccontare. Di un uomo, della sua idea folle e di come il demone del suo destino lo abbia spinto a vedere oltre il buio, oltre l’orizzonte. Loro ascoltavano. Cominciarono a dire, potremmo fare così o colà. Era successo qualcosa? Si era successo qualcosa, me lo hanno raccontato in questi giorni.

Mi hanno creduto. Raccontavo loro una storia e questa c’era già. Ma raccontavo loro anche di uno spettacolo di cui non esisteva nulla. Non c’era ancora il testo, il posto dove farlo e soprattutto il budget, ma mi hanno creduto e si sono fidati. Sono state le persone giuste al momento giusto. Ognuno di loro doveva essere lì in quel momento. Io mi sono fidato di loro perché tirassero dentro gli altri.

Sono stato un incosciente. Come Colombo, ma a ripensarci non ho mai dubitato. Loro, un equipaggio che si è fidato senza pensarci troppo. Ormai eravamo partiti, adesso avevamo bisogno di un posto per fare le prove …..

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