La metafora, l’universo espandibile

idea, metaforaQualche volta siamo senza parole; non siamo capaci a spiegare; manca quell’espressione illuminante per comunicare a qualcun’altro quello che intendiamo. Non è solo una questione di avere il termine giusto per le cose.

Il linguaggio ha grammatica, logica, binari ben precisi, ma per ovviare a una certa rigidità possiamo usare la metafora.

Spiego qualcosa mediante qualcos’altro a me più familiare.

La sensazione di familiarità che ne deriva fa immediatamente comprendere.

“Gli ho tirato un pugno. La sua mascella era dura”

“Gli ho tirato un pugno. La sua mascella era dura come il marmo

Ammetterete che le due frasi hanno uno spessore diverso. Nella seconda, con la metafora, racconto anche il seguito. Tutti hanno familiarità con la durezza del marmo allora potete comprendere davvero la mia sensazione.

Capita di dover raccontare un’emozione. Ancora la metafora ci viene in aiuto.

“Se ne è andato dandomi una carezza”

“Se ne è andato dandomi una carezza come quella di un padre al figlio

Anche qui la metafora dice perfettamente che tipo di carezza sia, perché tutti abbiamo familiarità con quel gesto.

Il linguaggio è una serie finita di termini, che grazie alla metafora, può estendersi a coprire una serie infinita di circostanze. La metafora permette di fare un salto al di fuori del limite circoscritto.

Il primo passo per comprendere allora, significa arrivare ad una metafora per quella cosa o questione che non comprendiamo, sostituendo ad essa qualcosa di più familiare. Ne scaturisce una sensazione di familiarità tale da rendercela comprensibile, visibile, palpabile come se il linguaggio fosse un altro organo di percezione.

Sesto senso?

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2 commenti

  1. chiara

     /  30 gennaio 2012

    sei stato chiaro come il mare salentino…. in un giorno lavorativo in laguna avevo espresso questo pensiero : “i filosofi (come te) per dire che il cielo è rosso affermano che il colore del cielo è tipico di una serata che preannuncia una bella giornata… ” e quindi le metafore sono soprattutto “per quelli come te” che le parole non le sprecano,ma le usano tutte per rafforzare e per esprimere al meglio. un saluto e un abbraccio

    Rispondi
    • matteobarbiero

       /  30 gennaio 2012

      Ciao Chiara, grazie. Il tuo commento mi commuove. Sentirsi dire dopo anni che sono un filosofo, cioè quello che volevo essere, è una piccola indicazione che il cammino è giusto. Per me. Grazie davvero Chiara, con la frangetta.

      Matteo

      Rispondi

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