Ammiraglio del MareOceano, il mare

Cercando l’uomo e l’atmosfera, cercando le suggestioni di quel periodo storico ho dovuto leggere di Colombo, ma soprattutto attorno a lui. Libri di cartografia, soprattutto. Ogni immagine di una mappa con enormi spazi “bianchi” era una potente spinta a cercare ancora. Perché Colombo voleva avventurarsi lì dove non c’era nulla ? Nemmeno un segno … E poi libri di marinai, storie, romanzi.libro mare

Quando accendiamo in noi un interesse così marcato bisogna solo fidarsi. La nostra attenzione diventa estremamente selettiva nel metterci “sotto il naso”, lo spunto che cerchiamo. Spesso ci fa incontrare anche le persone giuste. Molto dei libri letti, dei racconti ascoltati non sono finiti nel testo finale, ma trovare anche solo una pagina che regalasse un’immagine forte, viva e potente per cominciare a “vedere”, era vento in poppa.

Un giorno mi capitò sotto mano “Il Mare” di Julian Michelet. L’autore lo conoscevo, l’avevo incontrato in qualche corso di storia. E mi stava antipatico (per invidia, logicamente) perché è uno capace di scrivere la “Storia di Francia” in 19 volumi oppure “Storia della Rivoluzione Francese” in 7 volumi. Potete immaginare cosa significasse scrivere un’opera in 19 volumi alla metà del 1800 ? Era un uomo metodico, preciso, abitudinario. Uno di quelli che sta in biblioteca, e basta. E io, con questo libro tra le mani, pensavo – anzi cercavo di convincermi – che fosse una sciocchezza. Ma il pensare un uomo così che scrive un libro sul mare; mare che non ha mai navigato, mi incuriosiva.

Leggerlo è stato come se, dentro la soffitta polverosa della mia testa, fosse entrato un vento poderoso. È un libro magnifico, potente. Scritto con solennità, come parlasse della storia di Francia, ma con una lucidità da esperto marinaio. Dalle sue parole nello spettacolo è uscito questo…

A Madejra vi era il fiato dell’Oceano
che investiva il porto e le case –
un sapore lungo e penetrante di
sali marini, venti del largo, orizzonte.
L’oceano è ben diverso dal mare
ha una sua potenza segreta
che si sente vibrare – in un cuore lontano e gigantesco.
Da qualsiasi parte lo si guardi ti sovrasta.
E’ imponente.
Chi vi si azzarda
si sente sollevato con impeto
aiuta il nuotatore che diventa bambino cullato
cullato – da una mano possente che lo può stritolare.
Ben prima di vederlo lo si sente.
Dapprima è un rumore lontano,
sordo e uniforme.
A poco a poco tutti i rumori gli cedono e ne vengono sovrastati,
vi è il ritorno invariabile della stessa nota,
forte e bassa,
che sempre più rotola, brontolando
Rumore sordo, cupo, vivo, presente e poi
e poi te lo trovi lì davanti, l’Oceano, ed è forza senza essere violenza.
ed è forza senza essere violenza.

È il momento in cui Colombo lo osserva dall’isola di Madejra dove soggiorna con la moglie. L’Oceano è lì con tutta la sua spaventosa presenza, l’orizzonte sconfinato, ma lui non si lascia intimorire. La musica di questo pezzo, nello spettacolo, è potente come le parole. Venite a viverlo assieme a noi se non avete timore di quella nota forte e bassa che ritorna, brontolando.

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