I 5 sensi e la distanza dell’amore

“Ognuno di noi è l’unico sceso sul proprio pianeta” L. Buttafava

I cinque sensi misurano la nostra distanza dal mondo, dalle persone, dalle cose. La confidenza ha una sua misura precisa.

Aspetto una persona. Mi chiama. L’ho sentita, ma ancora non ne distinguo i lineamenti.

Mi viene incontro; ne vedo il viso e la riconosco.

Le parlo, mi risponde; ci guardiamo negli occhi, assorbiamo dettagli, stando vicini. Imparo una certa inflessione della voce, una piccola ciocca di capelli ribelle dietro l’orecchio.

Allungo un braccio. Ho deciso di rischiare. Gettare un ponte per eliminare la distanza. La tocco.

Ci diamo il permesso reciproco di sentire la nostra esistenza. Ma la distanza zero è una distanza fatta ancora di uno spazio minimo di difesa.

Un abbraccio e quell’ultimo spazio intimo, costituito da un cerchio invisibile, è dissolto. Ho appena superato il cancello della casa altrui.

Adesso posso sentire l’odore; il suo odore. Una chimica che conquista in modo subdolo, incosciente. Lo spazio dissolto diventa intimità. Siamo sulla soglia della casa altrui.

“Permesso ?” chiedo con cautela.

“Avanti”, risponde imbarazzata temendo di avere la casa in disordine.

L’amore è gusto; è un voler assaporarci l’un l’altro saziandoci. Cerchiamo disperatamente di mangiarci, baciandoci, ma sappiamo bene che è impossibile. Tornerà la distanza. La semplice e concreta distanza di due mondi; di tutti i mondi possibili.

Quotidianamente cerchiamo di disegnare, costruire, inventare un luogo che possa avvicinare, ospitare, condividere l’altro in modo profondo.

I sensi ci restituiscono le misure, precise al centimetro, di questo continuo tentativo di avvicinamento. Fortunati se possiamo stare vicini ad ascoltare, grati di essere arrivati nel giardino e poter accarezzare. Semplicemente esseri umani che amano se accogliamo.

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2 commenti

  1. marziotti

     /  6 febbraio 2012

    Io non lo so se è perchè ‘sta cosa, come si suol dire, mi casca a fagiolo. Se sia perchè ho appena chiesto “Permesso?” e qualcun altro, dopo un attimo di esitazione e dopo avermi guardato attraverso lo spioncino, mi ha risposto “Avanti!” ed io così, dopo aver messo dentro metà faccia per sbirciare cosa c’è dall’altra parte della porta, ho deciso di arrischiarmi di tendere una gamba e metterci dentro il piede. Non so se sia perchè mi capita di leggere questo nel preciso momento in cui sto iniziando ad esplorare il mondo di un altro essere umano, col passo incerto di chi non sa bene come muoversi o cosa aspettarsi e con tutti i sensi accesi di chi sta “imparando qualcuno”, di chi vuole imparare quel qualcuno. So solo che leggendo, mi si è aperto un pò di più il cuore. E in questo preciso istante, sto sorridendo. Grazie Teo!🙂

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    • matteobarbiero

       /  6 febbraio 2012

      Non ho parole; solo un paio hai un certo talento che andrebbe messo alla prova. Un altro talento oltre a cantare, fotografare … Non che si debba diventare famosi, ma è uno strumento in più per esprimere e, forse, vale sempre avere uno strumento in più. Grazie delle belle parole… sto diventando, un poco, quello che speravo di essere: una persona stimolante. Un abbraccio. Matteo

      Rispondi

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