Ammiraglio del MareOceano 5. I pirati

Capita sempre un punto di svolta. Svolgere, il voltar pagina. Un momento nel quale la vita prende una direzione imprevedibile. Il punto di svolta per Colombo è stato un naufragio. Imbarcato come contabile su un gruppo di navi genovesi che navigavano verso l’Inghilterra, appena passato lo stretto di Gibilterra, furono attaccate dai pirati. Lo scontro fu violentissimo. Alcune navi affondarono. Gli uomini in mare cercarono di salvarsi come poterono. Colombo, attaccato ad un qualche pezzo del relitto, riuscì ad arrivare fino a terra. La fortuna, il destino, la Provvidenza volle che arrivò a Lagos, piccolo paese di pescatori e marinai, poco distante da Lisbona.

“Il pezzo dei pirati”, come noi lo chiamavamo durante le prove, ci diede filo da torcere. Avevo scritto una prima versione, ma non “girava”. I musicisti non riuscivano a trovare l’esplosione giusta e le ballerine d’altra parte senza musica non potevano fare nulla. Era davvero incredibile continuare a provare, spostando parole e punteggiatura, cambiando suoni e ritmi e, dopo averlo fatto, rimanere con la sensazione che non fosse quello che stavamo cercando. Quella sera siamo andati a casa un po’ mogi.

La prova successiva io sono arrivato con un altro testo. Avevo cancellato il precedente, gesto che non faccio mai, e riscritto di nuovo “vedendo” la scena e non raccontandola come fossi spettatore, ma standoci dentro.

L’urlo della vedetta: “Vele in vista”. E subito: “Pirati a dritta”. Immaginatelo forte; di uno che sa che da lì a poco potrebbe morire. La percussione aumenta perché ti vengono addosso, ti vogliono speronare. La tensione sale, ma un attimo prima dello scontro degli scafi uno contro l’altro…silenzio. Bum! Arpionano la balaustra e saltano dentro. Spade sguainate, pugnali, sangue. Difendete il carico, difendete il carico! Per liberarsi, i genovesi cercano di dar fuoco alle navi nemiche, ma il fuoco si propaga di tolda in tolda. Le navi prendono fuoco …. la polvere da sparo …

L’ho prima raccontato. Loro, ancora una volta, traducevano con precisione. Colpo su colpo. Abbiamo provato. Finito, è scoppiato un applauso liberatorio.

Era davvero un buon lavoro. Ci portavamo a casa la sensazione di aver creato dal nulla, ma anche di aver rincorso come cercatori testardi qualcosa che era attorno a noi. O forse dentro di noi.

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4 commenti

  1. Bellissima l’ultima frase in grassetto!!!

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  2. musa

     /  15 febbraio 2012

    Come al solito, da bravi sognatori, siamo “solo” riusciti a fare vibrare di realtà un sogno di un’altra persona, che prima aveva fatto vibrare noi.
    Musa

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    • matteobarbiero

       /  15 febbraio 2012

      Ciao Daniele, sembra facile detta così. Forse allora davvero abbiamo sognato tutti assieme. In questo caso vibrazione è proprio una bella parola.

      Grazie di aver lasciato il tuo segno.

      Matteo

      Rispondi

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