Il perché delle cose, delle azioni e del marketing

“Io spero che il libretto possa essere ugualmente utile a chi crede nella necessità che l’immaginazione abbia il suo posto nell’educazione, a chi ha fiducia nella creatività infantile; a chi sa quale valore di liberazione possa avere la parola.  – Tutti gli usi della parola a tutti – mi sembra un buon motto, dal bel suono democratico. Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo”. G. Rodari, Grammatica della Fantasia, Einaudi

Non mi piace sentirmi condizionato. Soprattutto quando non sai le regole del gioco, ma stai giocando a qualcosa e ci sono delle regole. Che nessuno ti ha spiegato. Una specie di fregatura, dico io.

Sono sempre stato curioso; curioso di tutto, per capire. Crescendo ne ho avuto la conferma: è un atteggiamento corretto, ma faticoso. Chiedere prima di giudicare, ascoltare prima di aggredire, ragionare prima di affermare.

Domandarsi e cercare sempre: un ragionamento che giustifichi, una risposta che soddisfi o semplicemente una minima indicazione di dove si stia andando, è un lavoro duro. Qualche volta mi dico: “Va bene, basta. Da adesso voglio essere pigro, stupido e sforzarmi di esserlo e riposarmi”. Tempo mezz’ora ho già un libro in mano.

Da qualche anno condivido un pezzo di strada con Cristiano e  4marketing; esperienza che ha fatto nascere frogmarketing. Cos’è frogmarketing se non una voglia di capire il mondo ? Da un’angolazione certo, ma nella vita è tutta una questione di punti di vista.

Io mi sono avvicinato al marketing, parola divenuta troppo vasta per essere definita in breve, perché volevo capire le regole del gioco; un gioco semplice a cui giochiamo tutti i giorni. La fregatura non è non sapere le regole, è il non aver voglia di cercarle. Non serve andare all’università o studiare tomi polverosi basterebbe parlare con un amico che ci lavora dentro, ascoltare qualcuno che ne sa, andare a metterci il naso.

Dopo più di un anno posso affermare con sicurezza matematica che non farò il consulente, ma so a che gioco sto giocando, quali sono le regole e, se necessario, come evitare alcuni percorsi obbligati.

Chi segue questo blog avrà notato che non ho scritto per un po’ e soprattutto che sono state apportate alcune piccole modifiche.

Perché ? Appunto ! Mi sono chiesto: “Perché ?”

Mi sono chiesto, davvero, il perché di questo spazio, di questi pensieri e soprattutto dove devono andare…

È una domanda che ci facciamo sempre troppo poco. Domandarsi il perché delle azioni che facciamo ci farebbe forse comprendere relazioni dannose, azioni senza senso e percorsi senza meta. È dura, richiede una grande onestà con sé stessi che non sempre è la qualità di cui brilliamo. Io per primo. In fondo la nostra complessità di esseri umani porta anche a questo. Mentire a noi stessi.

Ma domandarsi il perché e scoprire il senso del nostro quotidiano non ci trasformerà certo in consulenti, manager o miliardari, ma almeno non saremmo schiavi. Delle regole altrui, della nostra pigrizia, del sopravvivere.

Matteo

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