Il cielo, specchio dell’anima

di Manuel Barizza

Dal greco κοῖλος (koilos) si intende quello che è cavo,concavo. Per gli antichi i cieli erano tre. Nel primo volavano gli uccelli, l’aria; nel secondo c’erano le stelle, il firmamento, che sosteneva l’abisso, ossia le acque che invasero la terra nel diluvio universale quando i cieli si aprirono; infine il terzo cielo sopra a ogni cosa dove risiedeva Dio ed i suoi angeli. Se facciamo attenzione nelle sacre scritture si fa riferimento a cieli, al plurale, non al termine singolare ad esempio: “Padre nostro che sei nei cieli…”

Nel medioevo con la scoperta dei pianeti il significato è cambiato, i “cieli” erano definiti come delle sfere concentriche, al cui centro stava la terra. In ogni sfera stava un pianeta che gli assegnava il nome, dal più vicino: cielo della luna, poi il cielo di Mercurio e via via quello di Venere, del Sole, di Marte, di Giove e di Saturno (il sole e la luna erano creduti pianeti), infine un Ottavo cielo in cui si trovavano le stelle.

A questi cieli i teologi ne aggiunsero altri due, il nono: Primum mobile che faceva muovere e regolava il movimento degli otto cieli sottostanti, e infine il decimo, l’Empireo, dove c’era Dio, i suoi angeli e le anime, in pratica il Paradiso.

Oggi il cielo è tutto quello che si trova tra la terra e lo spazio; è l’atmosfera.

Il cielo affascina, toglie il fiato, guardarlo durante le belle giornate, con i suoi giochi di colore e di luce solletica la fantasia, ancora di più se sei in alto, sul picco di una montagna o sul tetto di un palazzo dove alle sensazioni visive si mischiano quelle tattili prodotte dal vento sulla pelle.

In quei momenti assume un significato ultraterreno, la fantasia galoppa, nasce il desiderio di dominarlo, di esserne parte integrante. Vuoi volare nel cielo!

Lo fecero i fratelli Wright che il 17 dicembre 1903, alle 10.35 circa, compirono il primo volo su di un mezzo a motore, sulle ali dell’entusiasmo di un altro, Leonardo Da Vinci, che ebbe quella stessa visione nel 1485, già 400 anni prima…

E se non tutti hanno la possibilità di volare, tutti possiamo sognare, la cinematografia, la bibliografia e la discografia sono piene di citazioni. Edoardo Bennato: “Seconda stella a destra, e poi dritto fino al mattino”, parla della voglia di raggiungere “un altro posto”, dove non ci sono né santi né eroi, né ladri e gendarmi dove non c’è mai la guerra, dove puoi sentirti libero e questo posto si può raggiungere solo attraverso un volo nel cielo.

Nel settembre del 1966 il Capitano James Tiberius Kirk e il suo equipaggio erano intenti aesplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e nuove civiltà, per andare là dove nessun uomo è mai giunto prima, vivendo le loro avventure e le loro tragedie su una nave che solcava i cieli.

Ne “La storia infinita” di Michael Ende, scritto nel 1979 e poi trasposto al cinema nel 1984 da Wolfgang Petersen, Atreiu e Falcon volavano alla ricerca del “figlio dell’uomo” che avrebbe salvato Fantasia e l’Infanta Imperatrice. La scena bellissima che infondeva coraggio, speranza e rinascita erano i due che volavano tra le nuvole gridando di gioia sulle note calzanti di “The Never Ending Story”, situazione ripresa nel “happy-end” della storia con Bastian che, salvati gli amici di Fantasia, si prendeva la sua vendetta sui bulli della scuola, spaventandoli volando in groppa all’amico Falcon per le strade della sua città.

Ancora, per non far mancare la quota rosa, il connubio cielo-amore è vivo, quale inguaribile romanticone può scordare la scena a prua della celebre nave dove, alla luce calda e intesa del tramonto due innamorati, sulle note di “My heart will go on”, si scambiavano queste parole:

Jack: Adesso sali sulla ringhiera. Reggiti. Reggiti. Tieni gli occhi chiusi. Ti fidi di me?
Rose: Mi fido di te.
Jack: Va bene, apri gli occhi.
Rose: Sto volando, Jack!

In conclusione, possiamo dedurre che il cielo ha mille sfaccettature e mille facce, ognuno di noi osservandolo ci mette del proprio: in positivo ma anche in negativo. Tutti i nostri sentimenti, tutte le emozioni sono partecipi ad arricchire il cielo di significati diversi, oltre a quello che storia e scienza gli ha già dato.

Su, alzatevi dalle vostre scrivanie, scendete delle vostre auto, uscite sui vostri davanzali e osservate il cielo.

Che significato gli attribuisce il vostro cuore?

Lascia un commento

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: