Juventus Campione d’Italia

di Manuel Barizza

 
Serie  A, campionato di calcio 2011/2012: vince Juventus Football Club, vittoria di rilievo soprattutto dopo il recente e tribolato passato. I numeri di questo successo: 84 punti in tra 23 vittorie, 15 pareggi, 0 sconfitte, 68 reti fatte e 20 quelle subite, soprattutto quest’ultime consolidano il risultato finale visto che in Italia solitamente la miglior difesa fa vincere il tricolore.

I numeri la incoronano come la migliore, ma spesso sono solo figure nere su uno sfondo bianco e non spiegano tutto, ma soprattutto io sono sportivo e mi piace approfondire.

La Juve di quest’anno ha giocato un buon calcio anche se non in tutte le partite, infatti, ha perso parecchi punti per strada nonostante i pochi impegni (questione non da sottovalutare considerando che le avversarie invece giocavano ogni tre giorni), 15 pareggi non sono pochi per chi vuole essere il primo della classe. Diciamo che la squadra è giovane, l’allenatore è appena arrivato e c’è sempre quell’aria di festa: si lavora, ci si allena, ma spesso si chiacchera con il compagno, ci si tira le zolle di terreno mentre l’aristocratico allenatore (Conte, ndr) spiega gli schemi; non manca poi l’emarginato, l’antipatico del gruppo, cui si allacciano i lacci delle scarpe, si tagliano i calzini, si nascondono i parastinchi (povero Amauri, già da settembre era in tribuna lacrimoni negli occhi, moccolo al naso e trattenendo i singhiozzi da pianto ai giornalisti diceva: “Basta, non gioco più!”).

Alla fine il giudizio è un po’ di quelli scolastici:

“I ragazzi hanno potenzialità, ma s’impegnano poco.”

Buon per loro che avevano una partita ogni sette giorni e tempo per preparare il match successivo. Bravi! Perché, comunque alla fine è stato il lavorare nel rettangolo di gioco insieme ai propri compagni che li ha portati a primeggiare e questo non è poco, soprattutto per una società che storicamente non ha mai fatto dell’allenamento sul campo il segreto dei suoi successi…

Molto rischioso è stato anche il poco turnover fatto dal tecnico, insomma, si era incaponito che dovevano giocare gli stessi e così è stato, ma perché? I motivi probabilmente vanno alla “radice”, ricordo Conte giocatore con una capigliatura stile San Francesco, insomma un’attaccatura un po’ alta, ora me lo ritrovo in panchina con una chioma alla Mick Jagger, troppe cose nuove per la testa, non ci era abituato, tutti quei capelli nuovi portano via spazio alle idee..

Ma tra tutti, quello che gli stava sicuramente più antipatico, doveva essere Alessandro Del Piero, capitano, bandiera e recordman della Juve: quest’anno ha segnato in ogni partita giocata anche se solo per gli ultimi 10 minuti, ma di farlo titolare Conte non ci pensava nemmeno; il picco di affetto è arrivato lo scorso ottobre quando il giovane Agnelli, aria corrucciata sotto quell’unico ciglione, tra un complimento e l’altro l’ha fatto fuori in diretta tv: “Alex: fuori dalla balle.” In sintesi.

Mi sono domandato il perché? “Stile Juve” è l’unica risposta..

Non poteva poi mancare la partita della discordia, sì, perché non tutti sono concordi con il numero ufficiale di pareggi, uno sicuramente in disaccordo è Sulley Muntari (e viste le “pacate” reazioni nell’intervallo della partita anche Galliani direi) che, nel corso del match Milan-Juventus, al 24’ del primo tempo con la propria squadra già in vantaggio di una reta a zero, si è visto arretrare improvvisamente la linea di porta di circa 100/150 centimetri in occasione dell’incornata del due a zero, con palla evidentemente oltre ai pali ma, a giudizio del guardalinee, ancora “in qua” della linea di porta (??).

Una decisione, errata, non condivisa dalla critica, ma che l’ha reso un supereroe per tutta la Curva Juventina, ricordo che indossava la divisa rossa ma mi sfugge il suo nome…

…Daredevil forse?

Ora però non tacciatemi di “Interismo” (corrente filosofica e intellettuale nata nel capoluogo lombardo nel 1908) perché, se è vero che la società Demos & Pi in un sondaggio dello scorso settembre ha certificato che la Juventus risulta essere la squadra italiana con il più alto numero di sostenitori in Italia, il 29,2% di preferenze del campione intervistato.

E’ altrettanto vero che in 115 anni di storia non risultano gemellaggi con altre società calcistiche italiane, ad eccezione di una breve parentesi con l’Avellino durata una quindicina d’anni tra gli anni ottanta e novanta, esperienza terminata per volontà degli stessi tifosi biancoverdi; fatto molto esplicativo.

Il mio parere è che se la Demos avesse posto la domanda: “Quale società di calcio italiana è la più odiata?” avrebbe comunque vinto la Juve con il 70,8% delle preferenze, ma questo non è giusto.

La Juve in fondo in fondo è una società perbene, ingenua, che crede sempre alla buona fede e lascia fare, non è colpa se il suo direttore sportivo regala tessere telefoniche svizzere agli arbitri e ci parlava ogni weekend più che con sua moglie: “Ma mi ami?” “Ma quanto mi ami?”; come non è colpa sua se il medico sociale riempiva di pilloline e flebo i suoi giovani e già salutari pazienti; insomma sarà mica possibile che una società debba anche assumersi la responsabilità dell’operato dei suoi dipendenti? Mah, cose dell’altro mondo…

Comunque, mettiamo da parte il tifo e il cuore e facciamo i complimenti alla Juve per l’ennesimo scudetto “vinto”…


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2 commenti

  1. Andrea Toffolo

     /  28 maggio 2012

    Manuel,

    la juve, nonostante i pochi impegni ( obiettivamente lo riconosco ), ha mostrato una fisicità di vecchia data; ( segno che quacluno, durante gli allenamenti, fa qualcosa o forse il lancio delle zolle rientra in un programma specifico di rafforzamento ). Ad un certo punto ho cominciato a credere che fosse tornato Montrone con tutti i nessi e connessi……
    Il turn over non era necessario ( visti gli scarsi impegni ) e far giocare la formazioni migliore ( sempre la stessa ) era una condizione fondamentale per poter ambire a certi traguardi.
    Il fatto di aver vinto il 30 imo scudetto ha permesso alla società di avere nuovi introiti e nuove prospettive di guadagno derivanti dall’accesso alla chanpions e quindi di reinvestire in nuove risorse e magari gestire anche un turn over più ampio.
    Sulla questione delle antipatie sai bene che queste esistono in tutte le società e non ne farei un discorso Juve. Alla fine ciò che conta è i riusultato e quindi cosa vuoi recriminare a Conte.
    Corruzione: c’è stata, non so se c’è ancora ma prova a chiedere ai giocatori che militavano nella Juve degli schudetti “arraffati” se non se li sentono propri! Ricordo le parole dello Zingaro proprio sull’argomento.” IO HO VINTO SUL CAMPO, IL RESTO NON è AFFARE MIO”.
    Piuttosto è l’Inter che per vincere qualcosa ha dovuto disintegrare tutto il circondariato ed eliminare la concorrenza esterna. ( questo non toglie che io abbia gioito, come italiano, quando l’inter ha eliminto queli arrogantissimi catalani e sconfitto gli odiatissimi crucchi in finale).
    Più odiati? Certo, togli i 12-14 M di tifosi juventini a livello italia ( i più numerosi) ed il resto è odio. calcolo semplice.
    Conclusione: Dai che n ‘demo!

    Rispondi
  2. Ale

     /  28 maggio 2012

    Ehi Sfinterista,
    ti sei dimenticato di dire che gli scudetti sono 30 sul campo!!!
    FORZA JUVE!!!

    Rispondi

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