Come eliminare il virus: Sempre.La.Stessa.Persona.exe

di Panna Acida

Esiste una sorta di errore seriale nel cervello delle persone infatuate. Una sorta di crash del sistema che non è risolvibile premendo “Esc” o “Control+Alt+Canc”. Al limite si può riavviare il sistema, ma il problema, prima o poi, tornerà a porsi: ricadere sempre sulla stessa persona.

Dal punto di vista dei meri fatti, se fossimo in grado di esaminarli con lucidità, ci accorgeremmo che se non ha funzionato una volta, e magari nemmeno la seconda, la terza dovrebbe essere chiaramente non contemplabile. Eppure l’uomo e la donna spesso non si rassegnano davanti all’evidenza, e vanno avanti, convinti di non aver ancora sbattuto abbastanza contro quel famoso muro (ormai deformato da un’interminabile serie di testate).

Cosa succede quindi alla nostra mente ebete? Probabilmente non ci rassegniamo. Quell’alchimia che si instaura con il virus nei primi secondi della reciproca conoscenza dura davvero poco, molto meno rispetto a quanto dura l’innamoramento vero. Eppure è più forte. Quei secondi in cui si rivede, si risente, o solo ci si sogna del virus, possono mandare in tilt tutti i nostri circuiti, i parametri di riferimento e tutte le barriere preparate apposta per “non caderci più”. Ogni volta ci si dice che sarà diverso, disilludendoci poco dopo, oppure ci si fa andar bene il momento, pur di prendere possesso di quegli attimi così intensi che non possono non essere vissuti (pensiamo noi).

E’ come guardare un film di cui si conosce la fine, leggere un libro che non ci piace, mangiare un cibo che ci darà ancora la stessa sensazione di fame. Ma non reagiamo, non rifiutiamo. Si ignorano di proposito anche i ben noti effetti collaterali del post contagio: rabbia, frustrazione, disillusione, senso di inadeguatezza e, infine, rassegnazione.

Quindi la domanda è: come evitare di prendere sempre e pedissequamente ogni mattina il mignolo del piede sull’angolo del letto?

Provate a cercare i diari che scrivevate da giovani e rileggeteli, tutti. Capirete molto di voi stessi di oggi rileggendo le pagine di ieri. La traccia era già stata scritta. E magari troverete scritto di fidanzati/e dell’epoca, cosa provavate, che problemi c’erano…Vi accorgerete che scrivevate già di una storia finita, basta solo unire i puntini delle frasi scritte.

Quindi ecco cosa dovete fare. Munitevi di quaderno e penna e scrivete tutte le emozioni che questa persona vi fa provare. Descrivete con cura le situazioni, gli ambienti, gli odori, le perplessità. Trovate le parole per esprimere i dubbi e le certezze. Scrivete i ricordi di tutti i tentativi. Azzardate poi un’ipotesi di come il virus tenterà un nuovo approccio. Infine custoditelo e non curatevene più.

Se il virus dovesse tornare minacciando un nuovo contagio, prendetevi del tempo per aprire il quaderno e leggervelo tutto, al pari di una procedura d’emergenza.

Prima ancora di rispondere ad una mail, una telefonata o ad un semplice sms, vi accorgerete che non c’è niente che non abbiate già scritto, dall’inizio e alla fine, e che non ci sono più parole da aggiungere per modificare la trama.

Provare per credere.

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