Teatro e marketing ma non solo

progettare Da due mesi, io e la mia amica di Frogmarketing Isabella, siamo maestri, tutor o meglio accompagnatori in un progetto realizzato in collaborazione con il Comune di Scorzé.  Nei corsi di teatro, solitamente, si insegna a recitare. Alla fine c’è uno spettacolo e ci si mette alla prova.

Io non sono un attore, mi sono trovato in questo ruolo per necessità.

Sono stato, e forse lo sono ancora, un mimo.

Certo che in entrambi i casi montare uno spettacolo non è solo recitare, ma pensare e progettare una scenografia, scrivere un testo, cercare le musiche, luci e spazi.

E soprattutto promuovere: cioè fare in modo che venga più gente possibile  altrimenti non ha senso. Lo so che in platea basterebbero i tuoi genitori e i tuoi migliori amici, ma non è sufficiente perché anche nelle piccole “cose” c’è un lato economico, grande o piccolo che sia.

E soprattutto dare senso alla fatica.

Quando comunichiamo, per esempio in modo creativo e artistico, speriamo (oltre che sperarlo dobbiamo anche volerlo) che il nostro messaggio arrivi a una cerchia sempre più ampia di persone; che generi altri cerchi, susciti altre riflessioni, muova altre teste.

I social hanno risolto? Basta mandare un’invito a un evento ai tuoi 734 amici di Facebook per risolvere? Aspettando giorno dopo giorno, come un lento stillicidio, di vedere crescere il numero di quelli che hanno accettato? E magari non vengono lo stesso! No, sono nuovi strumenti, ma non sono sufficienti. Anzi, oggi forse cerchiamo di evitare una certa loro invasività.

Pensando a ragazzi e adolescenti mi sono chiesto perché non fargli provare un’esperienza di marketing usando una evento a cui tengono? Perché non fare un’esperienza di progettazione forte, coinvolgente?

Ecco come è nato il progetto Dire, fare, teatrare.

Un corso di teatro si, ma anche di progettazione perché quando abbiamo cominciato due mesi fa non c’era nulla. Né un testo, uno straccio di idea, una direzione. Poi sono arrivati loro, i ragazzi, e abbiamo cominciato a giocare.

Adesso c’è il progetto di uno spettacolo, una storia, dei personaggi; una scenografia (solo disegnata) e la voglia di raccontare “il nostro prodotto” perché molti ci scelgano. 

Perché molti ci scelgano, questo è fondamentale.

Marketing? Per me è un racconto strategico;

un racconto per emozionare, una strategia per sapere cosa fare perché il racconto prenda corpo, voli e ti porti via con sé.

Matteo

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