Mondiali di lamento, partecipi?

Mantegna, Cristo morto, particolare

Ho incontrato un amico che non vedevo da tempo. Dopo i soliti convenevoli mi ha detto, con una certa solennità, che sua moglie, a maggio di quest’anno, era diventata Campionessa mondiale del lamento da un’altra stanza. 

Linda, così si chiama la moglie, aveva vinto in finale su una brasiliana, Juliana De Montero, vice campionessa in carica. Me lo ha raccontato con grande orgoglio e commozione perché arrivare a questi livelli è stato un sacrificio durissimo. Per anni si è allenata in casa tutti giorni. E lui l’ha aiutata ad allenarsi, tutti i santi giorni.

E pensare che tutto era cominciato per gioco. Un giorno, un loro comune amico giornalista, riconoscendo in Linda doti straordinarie di lamento, modulazione dei toni e anche un certo guizzo da fantasista, le ha raccontato degli ultimi mondiali  a cui aveva assistito in Russia.

In questa disciplina tutte le popolazioni di origine latina sono molto forti, raccontava. Molto meno quelle nordiche anche se ultimamente qualcuno si fa notare. Le nostre donne meridionali per anni sono state delle vere fuoriclasse in tutte le discipline: espressività, fraseggio e borbottio. Infatti la campionessa in carica, una signora calabrese di San Pizzo Calabro, era diventata talmente famosa che al paese le hanno fatto anche la statua. Quest’anno però non aveva potuto partecipare per via di un’operazione alle corde vocali.

Il mio amico, marito e allenatore, mi ha raccontato di allenamenti sfiancanti a casa. Dalla mattina, subito dopo il suono della sveglia, fino alla sera sotto le lenzuola. L’unico modo per prendere respiro era stare con lei nella stessa stanza, perché era il campionato di lamento dall’altra stanza, ma appena ti alzavi, esempio per lavarti i denti, lei ricominciava subito ad allenarsi. Una vera professionista.

A volte lui non riusciva a resistere e crollava esausto. Era come la spalla per un pugile, uno sporco lavoro ma necessario.

Soprattutto quando si allenava nella categoria borbottio cioè “mi lamento dall’altra stanza, ma tu devi capire appena appena così vieni di qua e mi chiedi”. Il difficile in questa categoria è lamentarsi facendosi capire, ma mai del tutto. Servono anni di allenamento.

“E adesso vi allenerete per difendere il titolo” gli ho detto entusiasta.

“Non più” ha risposto lui “Sono diventato sordo”, mi ha risposto forse strizzandomi l’occhio. O forse era un tic.

Matteo

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2 commenti

  1. Patty

     /  24 luglio 2013

    Vorrei iscrivere mia mamma, dalle descrizioni fatte sono certe che avrebbe ottime chances
    di piazzarsi benissimo… sigh!

    Rispondi
    • matteobarbiero

       /  24 luglio 2013

      Ah Patty, mia mamma, qualche zia, colleghi sarebbe un campionato veramente di fuoriclasse…

      Rispondi

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