Io conosco l’omino degli esempi

cambiamentoIo conosco un omino degli esempi e spero ne abbiate uno anche voi. È molto utile avere un omino degli esempi come amico. Non fa un lavoro particolare, non ha caratteristiche particolari, non parla in un modo riconoscibile così possiate dire: “Ah ecco un omino degli esempi!”

Difficile riconoscerlo se non vi fa un esempio.

Come si usa un omino degli esempi? Facile! Non si capisce una cosa? Si va da lui, o gli si telefona o gli si manda una mail a seconda di come lui preferisce perché una delle particolarità dell’omino è che riesce a fare gli esempi solo a modo suo. Ad uno che parla non potete chiedergli di scrivere una mail. Siete voi che vi dovete adattare a lui.

Dicevo, c’è qualcosa che non capite? Io, per esempio, lo chiamo, parliamo un po’ e poi lui salta fuori con l’esempio. Tu ascolti l’esempio e capisci tutto, ma proprio tutto. Anzi molto di più di quello che volevi capire. Il problema è che di solito tu ascolti l’esempio, vai a casa e non sai dire nulla. Perché l’esempio giusto è una scintilla, un dono che accende un fuoco nella testa. E sparisce subito.

Io da anni cercavo un esempio per spiegare di come il crescere, diventare adulti sia una questione di fortuna a dispetto di tutte le teorie che possiamo leggere, studiare o costruire. Ad un certo punto ti guardi indietro e pensi “Che culo!”. Anche se la strada è stata piena di ostacoli prima o poi c’è sempre un momento in cui ti rendi conto che poteva andare peggio, che da qualche parte potevi prendere la strada sbagliata e pensi che anche tu qualche volta nella vita hai avuto culo.

Il mio omino degli esempi me l’ha così spiegato.

Appena nato entri dentro una specie di labirinto e devi centrare una lucetta in fondo anche se non la vedi ancora. All’inizio non sai proprio dove andare e cominci a sbattere di qua e di là come una pallina (senza farti male). Qualcuna di questa spallate te le danno le persone che ti stanno vicino (i genitori di solito quelli che si sbattono di più nel gioco del centrare la lucetta), ma per quanto loro si impegnino molte spallate te le danno i muri del labirinto e i tuoi genitori non ci possono fare niente.

Ad un certo punto cominci a vedere anche tu la lucetta. Allora un po’ sbatti e un po’ ti sbatti, cominci a menar colpi per imbroccare la direzione giusta…

Da genitore posso dire che dare spallate non è sempre facile, indicare una direzione nemmeno. Molte spallate non sono né merito e né colpa mia. Qualche colpo sbieco succede. Grazie omino degli esempi perché ancora una volta mi hai illuminato. Sono scemo per i colpi ricevuti. Ma hanno centrato la lucetta. E a un certo punto non è più solo fortuna…

E voi? Avete avuto culo?

Matteo

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