Come un pesce rosso

 

pesce rosso

Vorrei vivere un giorno da pesce rosso.

Vorrei che la memoria, dopo qualche ora, sparisse, al tempo di un clic e tutto fosse di nuovo un mondo da scoprire.

Destra, sinistra e poi ancora a destra con una piroetta. Avvicino a me le mani, prima i palmi e poi i dorsi. Noto i piedi, le gambe. Inarco la schiena, sperimento movimenti appena nati. Non riesco a prendere la totale coscienza del mio corpo che subito il mondo ruba la mia attenzione: vedo la città, sfioro una macchina, lo smog pizzica le narici; grida e schiamazzi mi spaventano.

Scappo. Le mie gambe obbediscono ai comandi dell’istinto e, d’un tratto, vedo lontano una strisciolina blu, stretta tra due alti palazzi grigi. Più mi avvicino, più la linea lunga e sottile si dilata ai miei occhi, mangia lo spazio, riempie l’orizzonte.

E’ il mare. Il mare che culla il passaggio lento delle navi, il mare che rosicchia la riva infastidito dal chiasso degli uomini.

Mi chino sulle sue labbra che si cibano della sabbia e dei sogni. Allungo un braccio verso l’acqua e…

Clic

Vorrei vivere un giorno da pesce rosso.

Vorrei che la memoria, dopo qualche ora, sparisse, al tempo di un clic e tutto fosse di nuovo un mondo da scoprire.

Veronica

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