Quattro libri, una chitarra…puntata 0!

Un libraio, e lettore onnivoro, racconta alcuni libri belli che ha letto. Un chitarrista, appassionato e curioso, segue come un respiro.

Questa l’idea. Venerdì scorso l’abbiamo testata per la prima volta in una puntata 0.0

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Premesse:

  • niente accademia, sono lettore appassionato, non un critico e nemmeno un insegnate di scrittura.
  • molte citazioni; non per far sentire stupido il pubblico, ma nomi e riferimenti sono etichette per non perdersi nell’oceano infinito della letteratura. Qualcuno potrebbe aver voglia di tornare da qualche parte.
  • un filo logico che unisca il viaggio della serata.

La puntata di venerdì è stata una puntata davvero zero. Dovevamo provare il format, testare la durata, la consistenza. Insomma farlo assaggiare e sistemare di sale. E non solo.

Luogo? Dalla Francy’s, un bar che non è bar; un luogo accogliente che per noi ha una lunga storia con la sua barista che non è una barista, ma è La Francy!

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Abbiamo raccolto pareri entusiasti, molti suggerimenti preziosi e soprattutto qualche soddisfazione visto che, nei giorni successivi, molti hanno cercato i libri di cui avevamo raccontato.

Quali libri? Come promesso vi riporto la lista (sempre a mio piacimento):

Romanzi e poesie

  1. Italo Calvino, Palomar, Einaudi
  2. Giorgio Saviane, Getsèmani, Mondadori
  3. David Maria Turoldo, Ultime poesie (1991-1992), Garzanti
  4. Antonia Pozzi, Parole, Garzanti
  5. Francesco Biamonti, Vento largo, Einaudi
  6. Aa. Vv., Le meraviglie del possibile, Einaudi

Manuali

  1. Berthoud/Elderkin, Curarsi con i libri, Sellerio
  2. (a cura di) prugnolo/Mozzi, Ricettario di scrittura creativa, Zanichelli
  3. James Wood, Come funzionano i romanzi, Mondadori
  4. Paolo Cognetti, A pesca nelle pozze più profonde

Libri proposti

  1. Tim Parks, Destino, Adelphi
  2. A. S. Geer, Storia di un matrimonio, Adelphi
  3. Shirley Jackson, Lizzie, Adelphi

Ringraziamo il consulente letterario.

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Per ogni chiarimento potete scriverci: matteobarbiero@gmail.com

Grazie

Come far leggere un bambino

Far leggereIo sono un libraio; sto dentro una libreria e la parte più bella del mio lavoro accade quando entra una persona e chiede: “Mi consiglia un libro?”. Ma questo è un altro post.

C’è un’altra domanda che mi fanno spesso: “Mi dà un libro per mio figlio?”. Aggiungendo subito dopo: “Non legge nulla!”

Se la risposta alla domanda “Mi consiglia un libro” ha una soluzione, un certo percorso; suggerire un libro per iniziare a leggere è “una cosa difficilissima” e se per caso succede è un vero colpo di fortuna. Perché?

Perché il saper leggere è implicito e necessario in questa società, la passione e la lettura sono un processo diverso. Quando un genitore mi chiede un libro per “far leggere” il figlio mi sta chiedendo: “Mi consiglia un libro così travolgente, appassionante che faccia venir voglia di leggere ancora? Mi consiglia un libro che quando l’ha finito pensa che leggere sia una delle attività più belle della vita, si sente cambiato e io non devo più a dirgli continuamente leggi, leggi, leggi che ti fa bene?”

Vorrei che per una volta il ragazzino in questione chiedesse al genitore: “Perché fa bene?”

Molti degli adulti non saprebbero cosa rispondere; molti degli adulti che chiedono che i figli leggano non leggono o lo fanno solo occasionalmente.

Volete che i figli leggano?

Avete libri a casa?

Cominciamo ad avere libri a casa. Un genitore, un adulto (magari la libreria del nonno) apre scenari, indica percorsi. Avere una libreria che si può toccare, maneggiare e qualche volta anche rovinare è uno scenario aperto. Il bambino prende confidenza rispetto al mondo che gli adulti gli propongono. Senza tante parole.

Leggete?

Voi leggete? Leggete solo in vacanza? L’importante è che veda l’atto del leggere, anche se non è sufficiente. Perché un bambino di 10 anni vede l’atto del leggere ma non ne intuisce il significato. Perché è utile leggere? Io per primo, mi accorgo che racconto molto poco di quello che leggo, e di conseguenza non insegno a mia figlia a raccontarsi.

Nascono quei dialoghi che fanno più o meno così:

“Come è andata a scuola?”
“Bene”
“Cosa avete fatto?”
“Niente”

Corsi e ricorsi storici!

Qual è stato il vostro libro, quello che vi ha aperto alla passione della lettura?

Se provate a rispondere a questa domanda vi accorgerete che il momento e l’oggetto per appassionarsi alla lettura sono un’alchimia difficilmente programmabile. Le indicazioni precedenti sono solo elementi necessari ma non sufficienti per preparare il terreno ma non perché scocchi la scintilla.

Io ho cominciato a Leggere tardi, verso i dodici anni. Era estate e litigavo spesso con i miei per i soliti futili motivi, pensavo io. Volevo andarmene, crescere, essere riconosciuto come individuo con cui si può dialogare e non solo imporre divieti e prescrizioni. Mi è capitato in mano “Il barone rampante”. Era il libro giusto per me in quel momento; era la chiave per accedere alla Lettura, ma anche per quietare l’animo che ribolliva.

Ecco appassionarsi alla lettura è l’accensione di questa scintilla e non dipende dal libro bello o brutto, piccolo o grande, ma solo se quel libro in quel momento racconta qualcosa di significativo.

Allora il compito non è scegliere il libro, ma il “significativo”, qualcosa che abbia senso.

 

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