Quattro libri e un po’ di musica…#1

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Questa volta si faceva sul serio. Un pubblico che non ci conosceva e poco sapeva di quello che avrebbe vissuto durante la serata.

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Questa volta si faceva davvero sul serio perché ho pensato a un filo rosso impegnativo, alcuni dei libri raccontati sono davvero tosti.

Avevamo deciso anche un titolo:

“Solo bagaglio a mano e un pallone”.

Dalla nostra c’era il posto. La soffitta di un vecchio condominio vicino a Prato della Valle, una situazione che si chiama Buzz in the Attic cioè la possibilità di confronto in una serata in cui sono più importanti le persone, lo scambio di idee e le parole piuttosto che il mondo virtuale.  L’atmosfera è talmente coinvolgente, in questo vecchio palazzo, in cui tutti i condomini partecipano alla serata, hanno partecipato alla realizzazione e sistemazione del luogo perché diventasse accogliente per questa esperienza e sono lì ad accogliere sorridenti.

Un lavoro di identità, lavorato di cesello, ma che produce buoni frutti.

Noi abbiamo pensato di parlare di capitalismo e Sistema e raccontare, o far intravedere una via di libertà. Non di fuga, di libertà.

Nella serata abbiamo raccontato:

IMG_8492Elizabeth Street, Olive Kitteridge, Fazi e Francesco Maino, Cartongesso, Einaudi

e poi Calvino, Marcovaldo, Einaudi (cerco sempre le edizioni einaudi vista la storia di questo autore con la casa editrice, ma come sapete i diritti sono da molti anni di Mondadori e lo trovate tutto negli oscar) e Alessandro Baricco, I barbari, Feltrinelli

e poi la meravigliosa Lia Celi con il suo esilarante Corso di sopravvivenza per consumisti in crisi di Laterza e Will Ferguson, Felicità, Feltrinelli che ci racconta cosa succederebbe se uno dei famosi manuali di auto-aiuto funzionassero davvero.

il meraviglioso e purtroppo poco conosciuto Volponi, Le mosche del capitale, Einaudi. Libro terribile, ma illuminante.

e fino a qui abbiamo esplorato la scrittura della società, il suo racconto che a ben guardare potrebbe essere desolante.

Intermezzo: Hey Hey di Eric ClaptonIMG_8491

E giù verso la fine con leggerezza con Romagnoli, Solo bagaglio a mano, Feltrinelli. Un libro che vale la pena di portare con sé, anche se in viaggio e rileggere ogni tanto.

Una bussola della vita come James Hillman, Il codice dell’anima, Adelphi e poi due filastrocche del geniale Rodari in Filastrocche in cielo e in terra, in questa bella edizione con i disegni di Bruno Munari.

e Grammatica della fantasia sempre di Rodari. Libro liberatorio.

E poi le chiacchiere, i suggerimenti, i nuovi progetti e date. La parte più bella. Grazie.

A presto per un’altra data in via di programmazione… stay tuned (come dicono quelli bravi)

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Come far leggere un bambino

Far leggereIo sono un libraio; sto dentro una libreria e la parte più bella del mio lavoro accade quando entra una persona e chiede: “Mi consiglia un libro?”. Ma questo è un altro post.

C’è un’altra domanda che mi fanno spesso: “Mi dà un libro per mio figlio?”. Aggiungendo subito dopo: “Non legge nulla!”

Se la risposta alla domanda “Mi consiglia un libro” ha una soluzione, un certo percorso; suggerire un libro per iniziare a leggere è “una cosa difficilissima” e se per caso succede è un vero colpo di fortuna. Perché?

Perché il saper leggere è implicito e necessario in questa società, la passione e la lettura sono un processo diverso. Quando un genitore mi chiede un libro per “far leggere” il figlio mi sta chiedendo: “Mi consiglia un libro così travolgente, appassionante che faccia venir voglia di leggere ancora? Mi consiglia un libro che quando l’ha finito pensa che leggere sia una delle attività più belle della vita, si sente cambiato e io non devo più a dirgli continuamente leggi, leggi, leggi che ti fa bene?”

Vorrei che per una volta il ragazzino in questione chiedesse al genitore: “Perché fa bene?”

Molti degli adulti non saprebbero cosa rispondere; molti degli adulti che chiedono che i figli leggano non leggono o lo fanno solo occasionalmente.

Volete che i figli leggano?

Avete libri a casa?

Cominciamo ad avere libri a casa. Un genitore, un adulto (magari la libreria del nonno) apre scenari, indica percorsi. Avere una libreria che si può toccare, maneggiare e qualche volta anche rovinare è uno scenario aperto. Il bambino prende confidenza rispetto al mondo che gli adulti gli propongono. Senza tante parole.

Leggete?

Voi leggete? Leggete solo in vacanza? L’importante è che veda l’atto del leggere, anche se non è sufficiente. Perché un bambino di 10 anni vede l’atto del leggere ma non ne intuisce il significato. Perché è utile leggere? Io per primo, mi accorgo che racconto molto poco di quello che leggo, e di conseguenza non insegno a mia figlia a raccontarsi.

Nascono quei dialoghi che fanno più o meno così:

“Come è andata a scuola?”
“Bene”
“Cosa avete fatto?”
“Niente”

Corsi e ricorsi storici!

Qual è stato il vostro libro, quello che vi ha aperto alla passione della lettura?

Se provate a rispondere a questa domanda vi accorgerete che il momento e l’oggetto per appassionarsi alla lettura sono un’alchimia difficilmente programmabile. Le indicazioni precedenti sono solo elementi necessari ma non sufficienti per preparare il terreno ma non perché scocchi la scintilla.

Io ho cominciato a Leggere tardi, verso i dodici anni. Era estate e litigavo spesso con i miei per i soliti futili motivi, pensavo io. Volevo andarmene, crescere, essere riconosciuto come individuo con cui si può dialogare e non solo imporre divieti e prescrizioni. Mi è capitato in mano “Il barone rampante”. Era il libro giusto per me in quel momento; era la chiave per accedere alla Lettura, ma anche per quietare l’animo che ribolliva.

Ecco appassionarsi alla lettura è l’accensione di questa scintilla e non dipende dal libro bello o brutto, piccolo o grande, ma solo se quel libro in quel momento racconta qualcosa di significativo.

Allora il compito non è scegliere il libro, ma il “significativo”, qualcosa che abbia senso.

 

Leggere un (1) libro a settimana

leggereUn po’ di tempo fa mi sono imbattuto in questo bell’articolo: Come leggere un libro a settimana.

E ho deciso di provarci. Perché? Per dare dei limiti alla mia lettura vorace, onnivora e ingorda; per imparare a concentrarmi dandomi un obbiettivo (piacevole); per smetterla di galleggiare come avevo scritto qui.

Perché oggi tutti “surfiamo”, ma qualche volta è salutare prendere fiato e andare giù, in fondo; stare su una cosa e guardarla, annusarla e farsela propria come non facciamo da tempo.

Tutto scorre così velocemente…e non capiamo niente, non rimane niente.

Certo tutto passa come dice quella famosa frase di quel famoso filosofo che tutti conoscono, ma un tavolo che comincia ad avere gli angoli consumati dal tempo, una matita diventata talmente piccola da non riuscire più a tenerla in mano, una vecchia maglietta con i segni della Vita sono oggetti carichi di senso. Quando un filosofo parla di senso lo intende in modo ampio, l’orizzonte dentro cui viviamo carico e portatore di tutto.

Oggetti che portano con sé tutto (identità, emozioni, racconti). 

E quindi cominciamo. Ogni martedì vi racconterò cosa ho letto. Non sono recensioni, non ne sono capace, bensì dirvi che ho incontrato una storia che mi ha fatto arrabbiare, ridere o pensare.

Buona giornata, a tutti.

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