Quattro libri e un po’ di musica…#1

fullsizeoutput_791

Questa volta si faceva sul serio. Un pubblico che non ci conosceva e poco sapeva di quello che avrebbe vissuto durante la serata.

IMG_8472

Questa volta si faceva davvero sul serio perché ho pensato a un filo rosso impegnativo, alcuni dei libri raccontati sono davvero tosti.

Avevamo deciso anche un titolo:

“Solo bagaglio a mano e un pallone”.

Dalla nostra c’era il posto. La soffitta di un vecchio condominio vicino a Prato della Valle, una situazione che si chiama Buzz in the Attic cioè la possibilità di confronto in una serata in cui sono più importanti le persone, lo scambio di idee e le parole piuttosto che il mondo virtuale.  L’atmosfera è talmente coinvolgente, in questo vecchio palazzo, in cui tutti i condomini partecipano alla serata, hanno partecipato alla realizzazione e sistemazione del luogo perché diventasse accogliente per questa esperienza e sono lì ad accogliere sorridenti.

Un lavoro di identità, lavorato di cesello, ma che produce buoni frutti.

Noi abbiamo pensato di parlare di capitalismo e Sistema e raccontare, o far intravedere una via di libertà. Non di fuga, di libertà.

Nella serata abbiamo raccontato:

IMG_8492Elizabeth Street, Olive Kitteridge, Fazi e Francesco Maino, Cartongesso, Einaudi

e poi Calvino, Marcovaldo, Einaudi (cerco sempre le edizioni einaudi vista la storia di questo autore con la casa editrice, ma come sapete i diritti sono da molti anni di Mondadori e lo trovate tutto negli oscar) e Alessandro Baricco, I barbari, Feltrinelli

e poi la meravigliosa Lia Celi con il suo esilarante Corso di sopravvivenza per consumisti in crisi di Laterza e Will Ferguson, Felicità, Feltrinelli che ci racconta cosa succederebbe se uno dei famosi manuali di auto-aiuto funzionassero davvero.

il meraviglioso e purtroppo poco conosciuto Volponi, Le mosche del capitale, Einaudi. Libro terribile, ma illuminante.

e fino a qui abbiamo esplorato la scrittura della società, il suo racconto che a ben guardare potrebbe essere desolante.

Intermezzo: Hey Hey di Eric ClaptonIMG_8491

E giù verso la fine con leggerezza con Romagnoli, Solo bagaglio a mano, Feltrinelli. Un libro che vale la pena di portare con sé, anche se in viaggio e rileggere ogni tanto.

Una bussola della vita come James Hillman, Il codice dell’anima, Adelphi e poi due filastrocche del geniale Rodari in Filastrocche in cielo e in terra, in questa bella edizione con i disegni di Bruno Munari.

e Grammatica della fantasia sempre di Rodari. Libro liberatorio.

E poi le chiacchiere, i suggerimenti, i nuovi progetti e date. La parte più bella. Grazie.

A presto per un’altra data in via di programmazione… stay tuned (come dicono quelli bravi)

Annunci

Non da padroni bensì da meravigliati…

cos'è la vita?

“Il mondo è un insieme di fatti”

Così diceva Wittgestein.

Mi viene da aggiungere che la Vita sia l’insieme di quei fatti e le relazioni tra essi.

Camminiamo dentro una complessa rete di fatti, relazioni, accadimenti di cui vediamo poco o nulla.

Difficile vederne l’orizzonte; difficile non pensarci sempre autori e centro.

Sappiamo bene che non è così, lo sappiamo ma lo dimentichiamo. Come se il dimenticare ci potesse aiutare invece di allenarci. prenderci per mano e arrivare lontano più saggi.

Ascolto The Kolin Concert.

Jarrett insegue una melodia di cui non vuole essere padrone, ma dalla quale vuole solo lasciarsi attraversare e lasciarla andare come è venuta.

Perché non ascoltare la Vita, la complessa relazione di fatti e incontri, e poi lasciarla andare? Ascoltare e gustare la melodia per un momento e poi lasciare andare. È tutto un regalo ed è la forma più autentica di stare in questo mondo, non da padroni, bensì da meravigliati.

Ecco la filosofia, la meraviglia di stare.

E quando la Vita ti sorprende e travolge, ricorda che il nostro vivere è  l’equilibrio, godere dell’adrenalina del rischio, ma stare senza perdersi.

Ammiraglio del MareOceano 3. Partiti. E adesso?

Eccoci partiti. Pochi per il momento.

Abbiamo solo voglia di provare; io di rendere concreti, in musica e movimento, quei pensieri che ormai racconto come fossero miei; loro di capire dove si sono imbarcati. Adesso abbiamo bisogno di un posto…. non sapevo nemmeno cosa cercare, di quanto spazio, fatto come e … abbiamo cominciato ad arrangiarci… prima la sede scout… poi a casa della Emy … poi il teatro parrocchiale …. poi una sala in un’altra parrocchia … poi finalmente il Drop-In a Zelarino.

Nel frattempo, durante questo nomadismo, si sono aggiunte la Emy e l’Elisa come ballerine, Musa alla batteria, Nicola alle tastiere, Riccardo e Diego alle percussioni…. Eravamo tanti, casinisti e matti: con gli strumenti da montare ogni volta, il riscaldamento delle ballerine in stanze fredde e io con i miei fogli, un microfono in prestito e nessun dubbio. Mai.

Come procedere? Qual’è il modo giusto per creare? A me veniva da leggere e spiegare quello che “vedevo”. Luca, con il suo sguardo sornione, mi guardava e faceva un accordo, Musa ci metteva un piatto, uno solo al momento giusto, Nicola cercava il suono giusto. E io cominciavo a sentire in note quello che raccontavo. Loro traducevano con precisione.

Le ragazze cominciavano a muovere i primi passi. Ne discutevano e si ricominciava… Ancora adesso ascoltare “Le spezie”, per esempio, mi fa sorridere. Io raccontavo loro cos’era la Via delle Spezie, il viaggio in oriente e loro trovarono, quella sera, improvvisamente, il ritmo “cammellabile”, come lo definirono. Una musica che ti fa ondeggiare e ti porta lontano …. una musica che suggestiona.

Cominciavamo a stendere sull’intelaiatura del racconto, i colori della musica e gli addobbi dei corpi. E soprattutto cominciavamo a prenderci gusto. E poi tutti allo Stinger a mangiare.
Ma non tutto fila per il verso giusto…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: